Differenze tra serramenti in alluminio e PVC

I serramenti in ALLUMINIO e quelli in PVC si distinguono per una notevole serie di caratteristiche, qui di seguito elencate:

  • Estetica: il PVC è una materia plastica e la resa estetica negli angoli, dove è termosaldato, può non essere ottimale; non permette la realizzazione di serramenti con profili sottili, ed anzi, nei serramenti più grandi si rende necessario l'uso di profili e cerniere maggiorate, quindi più spesse. L'ALLUMINIO invece, risulta essere particolarmente gradevole alla vista. Quest'ultimo viene scelto per la sua precisione dei tagli e dell'assemblaggio e si può utilizzare per creare profili minimali in assoluta sicurezza.
  • Praticità di riparazione: il tipo di ferramenta con la quale è realizzato un serramento in PVC, richiede un intervento di manutenzione più invasivo rispetto a quello da eseguirsi sull'alluminio. Quest'ultimo può essere riparato direttamente in cantiere, mentre nel caso dei serramenti in Pvc, può rendersi necessario portare il serramento in officina per la riparazione.
  • Gamma colori: l'alluminio offre l'intera gamma di colori Ral e molte varianti colore effetto legno, per un totale di almeno 350 colori tra i quali scegliere, senza contare la possibilità di personalizzare il colore. Il PVC offre una gamma colori di circa solo una ventina di pellicole. I colori Ral nell'alluminio sono verniciati a polvere, garantendo una durata decennale del prodotto. I colori Ral disponibili per il PVC sono pellicolati, ad esclusione dei colori in massa bianco e avorio, e sulle pellicole non si ha una garanzia di tenuta nel tempo, illimitata.
  • Storico nell'utilizzo del materiale: l'impiego dell'alluminio nelle nostre zone ha una lunga storia; questo permette di conoscere le peculiarità del materiale. L'utilizzo del PVC, invece, si è diffuso solo da pochi anni; perciò non siamo ancora in grado di stimare quale potrà essere la durata della vita, e le eventuali problematiche di questo materiale. In Francia e Germania questo materiale viene impiegato da molti anni, ma le loro condizioni climatiche sono differenti dalle nostre. A ciò si aggiunge il fatto che loro utilizzano il PVC in massa nei colori bianco e avorio e non fanno la scelta di utilizzare i pellicolati come in Italia, che sono più soggetti a dilatazioni termiche.
  • Dimensione dei serramenti: l'alluminio può essere impiegato per realizzare serramenti di qualsiasi dimensione e tipologia, mentre il PVC non si presta a ciò; anzi, ci sono alcune tipologie di serramenti in PVC che non ottengono la certificazione CE, se realizzati con quest'ultimo materiale (ex: portefinestre a 3 ante senza piantone, porte uscite di sicurezza, etc)
  • Origine del prodotto: la formula chimica del composto da cui è ottenuto l'alluminio è una sola. La composizione chimica del PVC utilizzato per realizzare i serramenti è diversa a seconda delle zone in cui essa è prodotta. Si deve fare un severo controllo sull'origine del prodotto, per evitare che i Vs serramenti siano realizzati con un composto non adatto alla Vs zona climatica.
  • Differenze sui nodi centrali: nel PVC le sezioni dei nodi centrali sono di larghezza maggiore rispetto a quelle dell'alluminio. Questo non garantisce maggiore sicurezza, bensì crea disagio perchè c'è una minore superficie vetrata.

Ricorrere all'uso dell'uno o dell'altro materiale è dunque una scelta molto diversa.

Quali sono i vantaggi dell'alluminio?

  • Leggerezza e stabilità: è molto leggero, ma al tempo stesso, resistente. Ciò è ideale per la costruzione di serramenti di qualsiasi dimensione e tipologia: da quelli molto grandi, a quelli centinati, a quelli fuori squadro.
  • E' riciclabile: l'alluminio può essere rifuso all'infinito con un consumo di energia limitato, senza la minima alterazione delle sue proprietà tecnico/meccaniche.
  • E' resistente al fuoco: l'alluminio, se utilizzato in accoppiamento con idonei materiali isolanti, può essere utilizzato per la costruzione di porte resistenti al fuoco per 30 minuti.
  • E' sicuro: l'alluminio è particolarmente resistente all'effrazione se unito a speciali accessori.
  • E' ecologico: in nessun modo nocivo per l'ambiente; anche in caso di incendio, infatti, non sprigiona alcuna sostanza nociva per l'uomo o l'ambiente.
  • E' il materiale del futuro perchè offre all'architettura una varietà creativa di forme e colori unica.
  • E' pratico: oltre alla pulitura non è soggetto ad alcun'altra manutenzione. Si pulisce allo stesso modo del vetro.
  • E' modellabile a piacere e orientato al design: si possono estrudere geometrie articolate adatte ad ogni tipo di serramento.

Quanto tempo può durare un serramento in alluminio?

I serramenti in alluminio resistono tutta la vita, senza bisogno di manutenzioni straordinarie; c'è uno storico riferito al comportamento dell'alluminio in diverse condizioni atmosferiche ed ambientali, che assicura quanto sopra indicato.

Il serramento in alluminio NON SI CORRODE e NON SI DETERIORA.

Di che tipo di manutenzione hanno bisogno i serramenti in alluminio?

L'alluminio non necessita di particolari manutenzioni. Occorre solo pulirlo periodicamente con un panno pulito per mantenere la lucentezza del serramento.

Quali sono i vantaggi del PVC?

  • E' una delle materie plastiche più versatili: trova applicazione in diversi campi, dal settore del confezionamento alimentare a quello medico, fino al settore edile.
  • Inattaccabile dai microrganismi e dalle muffe.
  • Economico: ha un eccellente rapporto qualità/prezzo.
  • Facile da pulire: non occorre utilizzare nessun prodotto particolare.
  • Insensibile agli acidi: la resistenza agli agenti chimici fa del PVC un materiale particolarmente adatto per la costruzione di serramenti.
  • Ha lunga durata: i manufatti in PVC sono eccezionalmente durevoli, con una vita utile variabile dai 15 ai 100 anni in applicazioni quali cavi elettrici, tubi, etc.

Quanto tempo può durare un serramento in PVC?

I manufatti in PVC sono eccezionalmente durevoli. I serramenti hanno buone caratteristiche di resistenza all'usura, agli agenti chimici e agli agenti atmosferici, a patto che vengano effettuate le basilari operazioni di manutenzione degli infissi sulle cerniere e sulle superfici.

Vero è che non abbiamo uno storico riferito all'uso e all'invecchiamento dei serramenti in PVC, poichè nel nostro paese non è da molto che viene utilizzato questo materiale per i serramenti. Quindi nessuno può dire con certezza quanto tempo può durare un serramento in PVC.

Di che tipo di manutenzione ha bisogno il PVC?

È sufficiente una pulizia mensile con prodotti detergenti non aggressivi, con panni morbidi e puliti. Ciò consente il mantenimento della lucentezza superficiale del prodotto ed evita che la presenza di piogge acide o di sostanze aggressive sporchino la superficie della finestra. È importante, inoltre, la lubrificazione delle ferramente di chiusura e delle guarnizioni di battuta.

È vero che il PVC ha un isolamento migliore dell'alluminio?

È inesatto sostenere che il PVC ha un isolamento migliore dell'alluminio. Certamente paragonando i due materiali PVC ed alluminio, è innegabile riconoscere al primo un valore di isolamento maggiore rispetto al secondo. Ma i serramenti non sono fatti con PVC al 100% e tantomeno di Alluminio al 100%.

Il valore di isolamento del PVC, va ponderato con quello dell'acciaio in esso contenuto (noto come materiale molto conducente) e, al medesimo tempo, le caratteristiche termiche dell'alluminio vanno ponderate con quelle della Poliammide (in esso contenuto) che accresce il valore dell'isolamento termico di quest'ultimo. In entrambe i casi , pertanto, si evince che la trasmittanza termica del serramento dipende da:

  • il materiale di cui è composto il serramento.
  • i materiali aggiuntivi di cui si compone il profilo.
  •  i vetri.
  • le guarnizioni utilizzate.

È vero che il PVC è soggetto a maggiori dilatazioni termiche rispetto all'alluminio?

Il PVC è un materiale che per sua stessa natura ha un elevata dilatazione termica; per impedire che il serramento, realizzato con questo materiale, possa subire delle alterazioni in tal senso, si fortifica l'interno del profilo con un'anima in acciaio 15/10. Tale rinforzo, non viene inserito per tutto il perimetro del serramento; bensì solo fino alla prossimità degli angoli, dove non può essere inserito a causa della termosaldatura. Tutti i serramenti in PVC vengono assemblati con la termosaldatura negli angoli, ed è evidente che l'acciaio in questi punti non possa esserci perchè non è termosaldabile.

L'anima in acciaio, pur conferendo stabilità contro le dilatazioni, non le elimina del tutto. Vero è, infatti, che i serramenti in PVC necessitano di regolazioni. Ciò a causa dell'escursione termica cui sono sottoposti (nelle nostre zone, tra la stagione invernale e quella estiva, si possono anche raggiungere i 60° di escursione che sollecitano parecchio questo materiale).

L'alluminio, dal canto suo, è una lega composta da minerali che vengono proporzionati efficacemente proprio per garantire la stabilità del prodotto.

Proprio la dilatazione intrinseca del PVC, crea seri problemi per la produzione di persiane in questo materiale. Inoltre, sempre per la natura stessa del materiale, il PVC non è adatto alla realizzazione di serramenti dalle dimensioni molto importanti. Per garantire la stabilità del serramento, è necessario utilizzare l'anima in acciaio; ma quando si vogliono realizzare grandi aperture si è obbligati a mettere molto ferro all'interno del PVC. Questo genera serramenti molto pesanti, e talvolta, oltre certe dimensioni, i serramenti in PVC non possono PROPRIO essere certificati e quindi realizzati.

Si dice che il PVC sia cancerogeno e nocivo alla salute

Il PVC è stato soggetto ad innumerevoli campagne denigratorie, che lo definiscono sostanza cancerogena e dannosa alla salute. Ma è necessario fare una distinzione ben precisa tra il PVC generico, contenente ftalati, quindi cancerogeno, e quello per serramenti, U-PVC che NON contiene ftalati e plastificanti quindi assolutamente innocuo, sicuro ed affidabile. Fattore, inoltre fondamentale, è quello della provenienza del materiale. Assicurarsi che l'estruso provenga da regioni dove sono rispettate le normative europee sui processi di produzione, è fondamentale al fine di avere un prodotto sicuro.

È vero che il PVC ingiallisce con il tempo?

No, il PVC non ingiallisce. Una volta succedeva, ma oggi gli infissi in PVC non perdono la propria bellezza, in quanto i profili base (bianco e avorio) sono frutto di un composto meticolosamente studiato per un'ottimale resistenza al sole e agli agenti atmosferici. Mentre quelli colorati, sono rivestiti da pellicole di alta qualità pensate per l'uso esterno, che agiscono come ulteriore strato protettivo.

I serramenti in PVC proteggono dal rumore esterno?

Certo che si!

Nella vita di tutti i giorni anche l'insonorizzazione diventa un valore essenziale: sfruttando l'azione combinata tra il profilo in PVC ed il vetro acustico, si ottengono valori di abbattimento acustico elevati.

Il PVC può arrugginire?

La ferramenta del PVC non può arrugginire perchè viene sottoposta ad uno speciale trattamento che ne impedisce l'aggressione da parte di agenti esterni.

Il PVC è riciclabile?

Il PVC per serramenti è riciclabile al 100%

Come può essere classificato il PVC?

L’adeguata formulazione del PVC e la sua corretta trasformazione condizionano la buona o la scarsa qualità dei profili utilizzati per la produzione dei serramenti, consentendoci di suddividere il PVC in diverse classi.

La norma Uni EN 12608:2003 definisce le classi e regola l’appartenenza di un profilo in una classe piuttosto che in un’altra, suddividendole in questo modo:

In base allo SPESSORE DELLE PARETI ESTERNE dei profili, i serramenti possono essere di Classe A oppure B:

  • Fanno parte della classe A i profili con spessore di 3mm (+/- 0,2 mm);
  • Fanno parte della classe B i profili con spessore di 2,7mm (+/- 0,2 mm).

 

In base al GRADO DI RESISTENZA DEL PROFILO ALL’IRRAGGIAMENTO UV, alle alte temperature e allo sbalzo termico, i serramenti sono suddivisi tra le classi S oppure N:

  • Fanno parte della classe S, i profili adatti ad un clima Severo, ossia un clima soggetto a forti sbalzi termici tra la stagione invernale e quella estiva, come nel caso dell’Italia;
  • Fanno parte della classe N, i profili adatti ad un clima Naturalizzato, ossia un clima soggetto a minori sbalzi termici tra la stagione estiva e la stagione invernale, presente nel Nord Europa.

Questa norma vale per i profili bianchi o avorio e non per i serramenti rivestiti. Infatti, nel caso dei profili rivestiti con pellicole fotografate, uno spessore maggiore della parete esterna, anche se di pochi decimi, provoca maggiori deformazioni ed imbarcamento del serramento.

La SERRTEC Serramenti utilizza solo profili in classe A adatti a sopportare le condizioni climatiche della nostra zona.

Cosa stabilisce la normativa UNI EN per la certificazione dei serramenti?

Le caratteristiche tecnico-prestazionali di finestre e portefinestre in alluminio sono regolate dalla norma UNI EN 14351-1:2006 che stabilisce le modalità e le procedure per l’apposizione della marcatura CE:

- Resistenza meccanica e stabilità: la resistenza alle sollecitazioni di varia natura può essere calcolata con precisione.  

Per evitare torsioni, dilatazioni, stress interno, deformazioni, sollecitazioni termiche, etc. tutti i punti deboli del serramento (quelli, cioè, sottoposti a maggior sforzo) vengono debitamente rinforzati con accessori in ferro. Questa procedura, conferisce al serramento elevata resistenza e stabilità e ciò rende l’alluminio un materiale ideale anche per la costruzione di serramenti di grandi dimensioni, fuori squadro, centinati.

- Sicurezza in caso di incendio: l’alluminio, in accoppiamento con idonei materiali isolanti, può essere utilizzato per la costruzione di porte e serramenti resistenti al fuoco per 30 minuti. In caso di incendio, non sprigiona alcuna sostanza nociva per l’uomo e per l’ambiente, e non è TOSSICO.

- Igiene, salute e ambiente: l’alluminio è riciclabile e può essere rifuso infinite volte, con un consumo di energia limitato. E’ facile da pulire, infatti si pulisce come il vetro. I serramenti in alluminio possono essere inseriti nel sistema LEED acronimo di Leadership in Energy and Environmental Design. E’ il sistema di certificazione che consente di certificare tramite una serie di requisiti misurabili, il livello di efficienza energetica, ambientale, economica e sociale delle costruzioni. Tale valutazione parte dalla fase di progettazione per terminare con le attività di costruzione e le manutenzioni durante il ciclo di vita. Il sistema LEED è il sistema più applicato al mondo ed è considerato un sistema di certificazione “olistico” degli edifici, cioè in grado di valutare in modo complessivo ed unitario la sostenibilità di una costruzione.

La certificazione LEED richiede che prodotti, sistemi e materiali che fanno parte della costruzione e della gestione dell’edificio abbiano specifiche caratteristiche e prestazioni. La verifica di tali caratteristiche può essere, ed è auspicabile sia fatta, su tutti i prodotti, materiali e sistemi per l’edilizia, tra cui rientrano, appunto, i serramenti.

Infatti, com’è noto, i serramenti hanno un ruolo fondamentale nell’efficienza dell’involucro e incidono quindi in modo sostanziale sul risparmio energetico degli edifici. La certificazione LEED va a valutare e premiare i sistemi più performanti proprio da questo punto di vista. Inoltre, il protocollo prende in considerazione le tematiche legate all’acquisto e installazione di materiali sostenibili con cui l’edificio viene realizzato, ma non solo, analizza e persegue la riduzione dei rifiuti. Il sistema LEED promuove il riutilizzo e riciclaggio dei materiali, la riduzione dell’impiego di materiali vergini e la riduzione dell’impatto ambientale dovuto ai trasporti.

- Sicurezza: l’alluminio è particolarmente resistente all’effrazione se unito a speciali accessori.

- Protezione contro il rumore.

- Risparmio energetico e isolamento termico: per ottenere alti valori di isolamento termico, e quindi risparmio energetico, si utilizzano profili a taglio termico e vetri-camera con gas argon e sottoposti al trattamento Basso Emissivo. Per rendere il serramento in alluminio maggiormente performante in questo senso si inserisce dell’EPS, materiale altamente isolante, all’interno del profilo.

I serramenti in alluminio e quelli in pvc rientrano nella detrazione fiscale del 65%. Quali sono le caratteristiche dei serramenti affinchè rientrino nella detrazione fiscale?

Per usufruire delle detrazioni fiscali, i nuovi serramenti devono rispondere a determinati requisiti:

  • Devono delimitare il perimetro di una zona riscaldata. Non sono dunque ammessi alla detrazione serramenti di cantinati, autorimesse o locali dove non è presente il riscaldamento;
  • Devono essere certificati ed avere precisi valori di trasmittanza termica, ossia devono essere sufficientemente isolati.
  • Sono ammese le spese effettuate per le strutture accessorie al serramento che hanno effetto sulla dispersione del calore, quali scuri e persiane, o che siano strutturalmente accorpate al serramento, come i cassonetti delle tapparelle.

Il limite massimo per la detrazione fiscale sul risparmio energetico in caso di sostituzione di serramenti è di € 60.000,00.

Per accedere alla detrazione fiscale per il risparmio energetico è necessario conservare le fatture e le ricevute dei pagamenti effettuati con apposito bonifico bancario. Inoltre bisogna chiedere all'installatore una certificazione dei nuovi serramenti ed effettuare una comunicazione per via telematica all'Enea. In questa comunicazione si dovranno inserire i dati di chi usufruirà della detrazione, alcune informazioni sull'edificio, il tipo di intervento eseguito ed il suo costo.

Nella maggior parte dei casi in cui si desidera accedere alla detrazione fiscale per il risparmio energetico è obbligatorio che per la comunicazione da inviare all'Enea vi sia l'intermediazione di un tecnico qualificato.

Nel caso specifico di sola sostituzione dei serramenti, la procedura è semplificata ed il cittadino può collegarsi al sito dell'Enea e compilare i campi in modo autonomo.

Cos'è l'ENEA?

L'ENEA è l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, ed è la seconda maggiore istituzione nazionale per la ricerca, con oltre 2700 dipendenti in 9 centri su tutto il territorio italiano. La sua attività è incentrata sulla ricerca, l'innovazione e la prestazione di servizi avanzati alla pubblica amministrazione, alle imprese e ai cittadini. Quando si usufruisce delle detrazioni fiscali, bisogna inviare una comunicazione telematica a questo ente, inserendo i dati di chi usufruirà della detrazione, alcune informazioni sull'edificio, il tipo di intervento eseguito ed il suo costo.

Cos'è la trasmittanza termica?

La trasmittanza termica è un termine che indica il flusso di calore medio che passa, per metro quadrato di superficie, attraverso una struttura che delimita due ambienti a temperatura diversa. Essa misura la capacità isolante di un elemento.

Nell'ottica di costruire e ristrutturare minimizzando la dispersione di calore, questo valore è importante perchè permette di individuare i materiali più adatti a costituire l'involucro edilizio.

Più è BASSO il valore della TRASMITTANZA, e migliori sono le caratteristiche termiche. Come ogni elemento dell'edificio, anche il serramento, contribuisce in maniera sostanziale alla prestazione globale del sistema in termini di trasmittanza.

Cos'è un vetro stratificato?

Un vetro stratificato è realizzato unendo due o più lastre di vetro alternate da un foglio plastico detto polivinilbutirrale (PVB).

Lo strato intermedio di PVB può essere di diverse tipologie (ex: 0,36 - 0,78 - etc.) e questo conferisce proprietà tecnico/meccaniche differenti ai vetri.

In ogni caso, un vetro di questo tipo è antinfortunio perchè in caso di impatto si frantumerà, ma non ci sarà la formazione di larghi frammenti affilati.

Cos'è un edificio in classe energetica A?

La Classe Energetica A, identifica un'abitazione realizzata con specifici accorgimenti

  • progettuali,
  • tecnici,
  • architettonici,
  • strutturali,
  • impiantistici,

il cui reciproco interfacciarsi, permette la gestione dell'edificio con bassissimi consumi energetici.

Si definisce EDIFICIO IN CLASSE A, un'abitazione che consuma MENO di 30 Kwh/mq, nell'intero anno solare e cioè, consente di risparmiare molto in termini di consumo energetico.

Per realizzare questo obbiettivo, tali abitazioni sono dotate di un ottimo involucro dalle elevate caratteristiche di resistenza termica, di un efficiente impianto di riscaldamento/raffreddamento e di un impianto di produzione/distribuzione dell'acqua calda sanitaria di ultima generazione. Infine, ma non per ultimo, sono dotate di serramenti dalle elevate prestazioni di isolamento, con vetri adeguati e falsi telai in EPS.

 

Cos'è la casa passiva?

La casa passiva, è un abitazione che assicura il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento "convenzionale", ossia caldaia e termosifoni o sistemi analoghi.

La casa è detta passiva perchè la somma degli apporti passivi di calore, dell'irraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore generato internamente all'edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi, sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell'involucro durante la stagione fredda. Gli edifici passivi possono essere realizzati in ogni materiale di costruzione: legno strutturale, mattone, cemento armato.

 

Come identificare la classe energetica della propria abitazione

Per identificare la classe energetica della propria abitazione è necessario richiedere l' "attestazione di certificazione energetica".

Il certificato energetico di un edificio indica la quantità di energia consumata annualmente dall'edificio; vale 10 anni e riporta dettagliate informazioni sull'involucro edilizio e sugli impianti tecnologici installati.

Sulla base della quantità di energia consumata, si riesce a valutare l'efficienza energetica dell'edificio e a prevederne i costi di gestione futuri; è inevitabile che un edificio non adeguatamente isolato, o che non abbia nessun dispositivo di produzione di energia alternativa, generi costi elevati di gestione. Inoltre causa maggiore inquinamento, produce un aggravio di spese per la persona che abita, oltre a perdere valore nel tempo.

Viceversa, un edificio dotato di dispositivi all'avanguardia ha una classe energetica ottima.

Grazie al Certificato Energetico il proprietario dell'immobile, l'affituario, l'acquirente o il venditore sono in grado di valutare energeticamente, e quindi economicamente, con criteri obbiettivi un edificio, di qualunque natura esso sia.

Quali sono i materiali più utilizzati per la realizzazione di porte interne?

Le porte interne possono essere costituite da molti materiali: in primis il legno e il vetro.

Le porte interne in legno sono vendute in diverse finiture ed essenze, in modo da adattarsi ai vari ambienti: si va dai classici noce, rovere naturale, ciliegio, tanganika, ai più moderni colori gesso, rovere sbiancato, wengè, etc.

Le porte interne in vetro sono più delicate e devono essere pulite con regolarità, ma certamente assicurano più luce all'ambiente rispetto alle porte in legno. Le porte interne in vetro possono essere in vetro trasparente, opaco, semiopaco e satinato, eventualmente arricchito da inserti o decorazioni di vario genere e colore. Il vetro con cui si costruiscono le porte interne è generalmente temprato o stratificato, robusto e anti-urto, in modo da garantire sicurezza agli ambienti domestici o lavorativi.

Infine, sempre più diffuse, sono le porte realizzate in materiali plastici o rivestite in melaminico. Ciò per il fatto che hanno costi molto più contenuti ed hanno una gamma di finiture molto più varia.

Quali sono le differenze tra le porte tamburate e le porte massicce?

Le porte tamburate sono le più diffuse sul mercato e le più economiche.

Il tamburato è costituito da un telaio perimetrale che contorna una struttura alveolare interna rivestita da pannelli. Questi pannelli possono essere fatti in legno pregiato, così da ottenere una porta impiallacciata, oppure possono essere pannelli in MDF rivestiti da laminato che imitano la venatura del legno oppure una laccatura.

Il vantaggio della lavorazione tamburata è che permette di costruire una porta resistente ed allo stesso tempo leggera. Le porte in legno massiccio sono costituite da una struttura listellare dove, la parte centrale è formata da listelli di legno massello e le facce del pannello sono fatte da legno pregiato.

Le porte in legno massello risultano molto più pesanti e molto più costose rispetto ad una porta impiallacciata, mentre stabilità e robustezza sono equivalenti. Se la porta è costruita con legni esotici, risulta essere troppo pesante e poco stabile, e con il tempo, si piegherà dando problemi sia estetici che funzionali.

Per questi motivi è preferibile la struttura tamburata, la quale se costruita con i materiali adeguati, permette di costruire porte leggere, resistenti e stabili ad un prezzo più conveniente rispetto ad una porta in legno massello. La resistenza e la durata non sono differenti e si può ottenere un risultato finale di valore estetico assolutamente identico tra i due tipi di porta.

Cos'è uno scorrevole a scomparsa?

Uno scorrevole a scomparsa è una porta il cui movimento di apertura/chiusura scorre internamente ad un muro fatto in mattoni o con il cartongesso. Il controtelaio per porte scorrevoli "a scomparsa" è una struttura metallica completa, formata da una cassa interna alla parete e da un sistema di scorrimento (binario) che consente all'anta di scorrere all'interno del muro.

Affinchè un controtelaio possa esser considerato un prodotto di qualità, è importante che vengano soddisfatti determinati requisiti:

  • Robustezza ed affidabilità: una volta installato, il controtelaio diviene elemento integrante del muro e, sostituendosi a parte di esso, deve essere resistente quanto la parete.
  • Durata nel tempo: carrello e binario (sistema di scorrimento) devono consentire un movimento sempre fluido e leggero.
  • Inalterabilità: il controtelaio non deve subire deformazioni né durante la posa in opera, né al trascorrere del tempo. Eventuali flessioni creerebbero difficoltà nello scorrimento della porta. Oltre a mantenere le prestazioni originarie, un controtelaio non deve alterare aspetto e consistenza della parete. Qualora venga installato un modello di controtelaio senza finiture esterne, la predisposizione di profili pre-intonacati serve a prevenire la formazione di crepe nel'intonaco.
  • Facilità di installazione e manutenzione: un controtelaio non deve trascurare le esigenze di funzionalità di muratori e posatori. Un prodotto facile da assemblare anche da parte di personale poco esperto, agevola la fase di posa in opera. Eventuali interventi di manutenzione, o l'installazione di accessori in un secondo momento devono esser possibili senza intaccare la struttura muraria.

Cos'è una porta scrigno?

La porta a scrigno è la cosiddetta porta scorrevole a scomparsa. La ditta SCRIGNO ha brevettato il tipo di cassonetto che si utilizza per questa tipologia di apertura/chiusura, da qui il termine "porta a scrigno" Questo tipo di porta viene utilizzato sempre più frequentemente, in quanto permette di spostare il design all'estetica.

Cos'è una porta raso muro?

Sono porte senza finiture esterne, prive cioè di stipiti, coprifili e cornici. A seconda dei gusti, le porte possono essere dipinte nella stessa tonalità della parete così da nascondersi perfettamente alla vista, arrivando a mimetizzarsi il più possibile con il resto del muro all'insegna della totale continuità e rigore formale. In alternativa, i pannelli della porta possono essere laccati o decorati con finiture o stampe che li mettono in chiaro risalto fino a farli diventare veri e propri elementi di design.

Le porte rientrano nelle detrazioni fiscali?

Le porte interne possono essere oggetto di detrazione fiscale, solo nel caso in cui sussistano le seguenti situazioni:

  • Se nelle ristrutturazioni vengono aperti nuovi vani per inserire porte prima inesistenti, si può applicare la detrazione del 50%.
  • Se nelle ristrutturazioni vengono allargati dei vani o se vengono spostate delle aperture, si può applicare la detrazione del 50%.
  • Se il portoncino di ingresso dell'abitazione, viene sostituito con uno nuovo isolante, che può essere di alluminio taglio termico oppure blindato, si può applicare la detrazione del 65% ai sensi della riqualificazione energetica dell'edificio.

Nel caso di sola sostituzione di una o più porte, senza ingrandimento o spostamento delle aperture, l'Agenzia delle Entrate ha specificato che questo tipo di intervento non è agevolabile sotto nessun fronte.

I portoni per garage isolano termicamente?

Se il garage e l'abitazione sono direttamente collegati è sempre consigliabile l'installazione di un portone ben coibentato. Il portone con la doppia lamiera in acciaio da 42 mm, composta da materiale EPS espanso al suo interno, è ciò che consigliamo di installare per proteggere il garage dal freddo e dal troppo caldo. Per aumentare di circa il 15% la capacità di isolamento, si può ricorrere all'uso di un RACCORDO TELAIO a taglio termico; si tratta di un sistema di guarnizioni perimetrali applicabili al portone con lamiera doppia.

Si può scegliere la velocità di apertura dei motori per portoni sezionali?

La velocità di apertura del portone sezionale può variare sulla base del tipo di motorizzazione che viene installata; le velocità possono andare da 14cm/s a 22 cm/s.

Cosa significa posare in luce e posare oltre luce il sezionale?

La scelta della posizione del portone sezionale, non è a discrezione del cliente, bensì dipende dalle caratteristiche del foro in corrispondenza del quale deve essere installato il portone.

  • Posare in luce = il telaio del portone viene tassellato lateralmente sulla mazzetta del muro. Questo tipo di posa riduce il passaggio all'interno del garage di 200mm.
  • Posare oltre luce = il telaio è nascosto dietro al muro, nella parte interna del garage. Questo sistema di posa permette di non sacrificare lo spazio in larghezza.

Esistono portoni sezionali senza guide a soffitto?

Esistono e sono di recente invenzione; si tratta di porte per garage, senza guide a soffitto, senza molle, con una meccanica a doppi contrappesi e un motore nascosto nella traversa superiore.

Nessun prodotto diffuso in commercio, è comparabile, in termine di limitati ingombri, a questo sezionale privo di guide a soffitto. Si ottimizza la luce di passaggio sia in larghezza che in altezza; ad anta aperta, ad esempio, l'altezza di passaggio è di solo 200 mm inferiore all'altezza del soffitto.

La motorizzazione è inglobata nella traversa superiore del telaio, evitando l'applicazione di elementi a vista, comprese le cerniere. L'anta si solleva, si piega a metà, ruota sotto il soffitto, si divide in due parti con l'inferiore che scorre sotto la superiore.

I portoni per garage possono rientrare nelle detrazioni fiscali?

Secondo la legge n. 190 del 23 dicembre 2014 anche i portoni possono rientrare nelle detrazioni fiscali del 50% e del 65%. Nei casi di interventi atti a migliorare l'efficienza energetica, le detrazioni sono state prorogate nella misura del 65% fino al 31.12.2015. Per quanto riguarda gli interventi in parti comuni di edifici condominiali le detrazioni sono state prorogate nella misura del 50% fino al 31.12.2015.

Per ottenere le detrazioni è necessario che:

  • L'immobile sia accatastato.
  • Il locale in cui viene installato il portone sia dotato di riscaldamento.
  • L'intervento deve assicurare un valore di trasmittanza termica inferiore o uguale ai valori stabiliti dal Ministero.
  • L'intervento si deve riferire a sostituzione o modifica di elementi già esistenti, non come nuova installazione.

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